Titolo: Architettura Mesoamericana
Autori: Paul Gendrop, Doris Heyden
Editore: Electa
Collana: Storia Universale dell'Architettura
Pagine: 236
Illustrazioni: 314
Formato: 22x24 cm
Legatura: brossura con alette
Anno: 1973
Codice ISBN: 88-435-7065-X
Prezzo (di copertina): 28,50 Euro
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Nella sua definizione di Mesoamerica, P. Kirchhoff indica la vasta area che comprende parte del Messico, il Guatemala, il Salvador, parte dell'Honduras, del Nicaragua e della Costarica, nei cui confini si sviluppa in età preispanica una civiltà grandiosa composta da etnie diverse (Aztechi, Maya, Olmechi, Toltechi), che ha saputo creare una scrittura, una matematica complessa, un calendario e una architettura monumentale. La trattazione, che si svolge intorno ad un inappuntabile repertorio di immagini, analizza in modo articolato l'intera parabola dell'architettura mesoamericana, dalle remote origini e dal periodo preclassico (2000-200 a.C.) al periodo postclassico (900-1519 d.C.). Il volume, per l'approccio rigoroso ad un tema così complesso, si pone come guida fondamentale per una visione globale della cultura mesoamericana la cui vivace evoluzione è interrotta dall'arrivo degli spagnoli all'inizio del XVI secolo.
LA COLLANA STORIA UNIVERSALE DELL'ARCHITETTURA
Una documentazione globale, enciclopedica, unita alla perspicuità ed essenzialità del saggio particolare è l'elemento caratteristico di questa serie di volumi che scandiscono le tappe essenziali dell'architettura, non solo o non tanto come riparo fisico, puro fatto contingente e necessitante, in quanto condizionato dalle componenti tecniche ed economiche, ma quale formidabile mezzo espressivo, non solo a livello individuale. Ad una verifica generalizzata, nel tempo e nello spazio, dai primordi medio-orientali, alle misteriose piramidi maya, l'architettura si rivela specchio eloquente di civiltà, inesauribile nelle significazioni e nelle provocazioni. La serie, piuttosto che a criteri di sistematizzazione estetico-filosofica, che avrebbero comportato per coerenza una rigida limitazione degli apporti critici, secondo scuole e tradizioni nazionali, ubbidisce a un preciso senso di universalità anche per quanto riguarda gli apporti della ricerca senza distinzione di lingua e di cultura; si crea in tal modo un confronto dialettico e una continua verifica dei fenomeni, la visuale storico-metodologica nel cui ambito la ricerca si è sviluppata può ben dirsi "occidentale" in senso comprensivo e sovrannazionale, dalla tradizione germanica a quella anglosassone a quella latina, corretta in senso dinamico da una giusta integrazione degli apporti complementari, e pur tanto essenziali, delle civiltà che intorno a questo blocco hanno agito per contrasto o per simbiosi, dall'Oriente all'estremo all'Islam, dall'organizzazione primitiva ai miti solari dei popoli precolombiani.
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