Titolo: Architettura Romana
Autore: John B. Ward-Perkins
Editore: Electa
Collana: Storia Universale dell'Architettura
Pagine: 208
Illustrazioni: 326
Formato: 22x24 cm
Legatura: brossura con alette
Anno: 1974
Codice ISBN: 88-435-2473-9
Prezzo (di copertina): 28,50 Euro
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Il punto di partenza è il confronto fra il Partenone e il Pantheon che con la sua affascinante semplicità e dignità di concezione rappresenta la maturità raggiunta dall'architettura basata sulla volta e sull'opera cementizia. Nella prima parte sono esaminate le esperienze nate nell'Italia centrale, poi i grandi complessi dell'età repubblicana e infine le realizzazioni augustee che culminano nella sistemazione del Foro. Segue l'analisi dell'opus caementicium con mirabili esempi di opere in cui la potenzialità costruttiva del mattone e del calcestruzzo vengono utilizzate appieno, dal complesso dei mercati Traianei alle opere realizzate da Adriano. Senza trascurare le interpretazioni architettoniche dell'Italia settentrionale e delle province, l'autore torna a considerare la Roma tardo antica dove pure sono realizzati edifici importantissimi, manifestazioni conclusive di quel fenomeno complesso e mutevole che furono Roma e il suo impero.
LA COLLANA STORIA UNIVERSALE DELL'ARCHITETTURA
Una documentazione globale, enciclopedica, unita alla perspicuità ed essenzialità del saggio particolare è l'elemento caratteristico di questa serie di volumi che scandiscono le tappe essenziali dell'architettura, non solo o non tanto come riparo fisico, puro fatto contingente e necessitante, in quanto condizionato dalle componenti tecniche ed economiche, ma quale formidabile mezzo espressivo, non solo a livello individuale. Ad una verifica generalizzata, nel tempo e nello spazio, dai primordi medio-orientali, alle misteriose piramidi maya, l'architettura si rivela specchio eloquente di civiltà, inesauribile nelle significazioni e nelle provocazioni. La serie, piuttosto che a criteri di sistematizzazione estetico-filosofica, che avrebbero comportato per coerenza una rigida limitazione degli apporti critici, secondo scuole e tradizioni nazionali, ubbidisce a un preciso senso di universalità anche per quanto riguarda gli apporti della ricerca senza distinzione di lingua e di cultura; si crea in tal modo un confronto dialettico e una continua verifica dei fenomeni, la visuale storico-metodologica nel cui ambito la ricerca si è sviluppata può ben dirsi "occidentale" in senso comprensivo e sovrannazionale, dalla tradizione germanica a quella anglosassone a quella latina, corretta in senso dinamico da una giusta integrazione degli apporti complementari, e pur tanto essenziali, delle civiltà che intorno a questo blocco hanno agito per contrasto o per simbiosi, dall'Oriente all'estremo all'Islam, dall'organizzazione primitiva ai miti solari dei popoli precolombiani.
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