Titolo: Architettura Romanica
Autore: Hans Erich Kubach
Editore: Electa
Collana: Storia Universale dell'Architettura
Pagine: 224
Illustrazioni: 301
Formato: 22x24 cm
Legatura: brossura con alette
Anno: 1972
Codice ISBN: 88-435-2474-7
Prezzo (di copertina): 28,50 Euro
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Il territorio della Chiesa romana del medioevo si estende soprattutto sull'area dell'antico impero romano. In questo ambito l'architettura medievale, le cui intenzioni e capacità creative si concentrano sull'edificio ecclesiastico, resta tutt'oggi un patrimonio culturale imprescindibile. Il volume considera tutti gli aspetti della produzione romanica in Europa seguendo uno sviluppo cronologico preciso ma non vincolante attraverso il preromanico, il protoromanico, il romanico maturo e il tardoromanico analizzati nelle loro continuità e discontinuità in un contesto territoriale che va dal nord Europa alla Sicilia. L'ultima parte è dedicata all'architettura civile e militare, con particolare approfondimento su tecniche e materiali costruttivi. L'apparato iconografico, ricco di piante, spaccati, tavole assonometriche e ricostruzioni consta di oltre trecento immagini. Una vasta bibliografia conclusiva, articolata per paesi e regioni, riunisce tutti i testi classici sull'argomento
LA COLLANA STORIA UNIVERSALE DELL'ARCHITETTURA
Una documentazione globale, enciclopedica, unita alla perspicuità ed essenzialità del saggio particolare è l'elemento caratteristico di questa serie di volumi che scandiscono le tappe essenziali dell'architettura, non solo o non tanto come riparo fisico, puro fatto contingente e necessitante, in quanto condizionato dalle componenti tecniche ed economiche, ma quale formidabile mezzo espressivo, non solo a livello individuale. Ad una verifica generalizzata, nel tempo e nello spazio, dai primordi medio-orientali, alle misteriose piramidi maya, l'architettura si rivela specchio eloquente di civiltà, inesauribile nelle significazioni e nelle provocazioni. La serie, piuttosto che a criteri di sistematizzazione estetico-filosofica, che avrebbero comportato per coerenza una rigida limitazione degli apporti critici, secondo scuole e tradizioni nazionali, ubbidisce a un preciso senso di universalità anche per quanto riguarda gli apporti della ricerca senza distinzione di lingua e di cultura; si crea in tal modo un confronto dialettico e una continua verifica dei fenomeni, la visuale storico-metodologica nel cui ambito la ricerca si è sviluppata può ben dirsi "occidentale" in senso comprensivo e sovrannazionale, dalla tradizione germanica a quella anglosassone a quella latina, corretta in senso dinamico da una giusta integrazione degli apporti complementari, e pur tanto essenziali, delle civiltà che intorno a questo blocco hanno agito per contrasto o per simbiosi, dall'Oriente all'estremo all'Islam, dall'organizzazione primitiva ai miti solari dei popoli precolombiani.
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