PREFAZIONE
Questi volumi, un tempo proprietà del diligente prelato Sermonetano, erano
finiti tre anni or sono nelle mani di un muratore del luogo, il quale li usava
come provvista di carta per usi domestici; due soli volumi furono salvati, gli
altri erano stati lacerati, pagina per pagina, come ammise il proprietario, per
accendere il fuoco.
Dell'uomo e dello scrittore non occorre dire gran cosa: dalla lettura
dell'opera parrebbe che fosse prelato devoto e studioso, per il quale, gl'interessi
ecclesiastici di Sermoneta avevano il primato su quelli di tutti gli altri,
compresi quelli ecclesiastici dei comuni limitrofi. Le Notizie sono farcite
in modo stucchevole, con citazioni di pergamene antiche riguardanti i beni delle
cinese di Sermoneta ed in particolar modo della collegiata di S. Maria, alla
quale l'autore apparteneva. Il suo contegno verso i miei antenati merita anche
menzione, perché mostrasi uomo indipendente, il quale non cercava carpire
favori o vantaggi pecuniari: pronto a notare il bene, ma disposto anche a
criticare aspramente qualunque tentativo inteso a contestare la validità di
presunti diritti delle chiese di Sermoneta.
Egli ama parlare di sé e di ciò che ha fatto e scritto. Raccolse molti oggetti
antichi scavati nel piano Sermonetano e Ninfino, e sulla sua collezione scrisse
anche un breve lavoro a cui fa cenno nelle Notizie (vol. I, 22) ora perduto.
Lo stesso dicasi anche di una descrizione dei monti di Sermoneta, composta in
forma di dialogo e citata parimenti nelle Notizie (voll. I, pag. 23.; II, pag.
65).
Sui suoi genitori si vegga quanto scrive a vol. II, a pagg. 76 e 81 di queste
Notizie, da cui appare che suo padre Francesco fosse disposto a proteggere gli
artisti ed a spendere danari in ornare chiese e cappelle. Suo padre, durante
una villeggiatura a S. Felice Circeo, poco mancò non fosse fatto prigioniero
dai corsari di Tunisi ' nel 1724 (vol. Il, pagine 133 - 134). Lo stesso
Francesco nel 1737, come capo priore di Sermoneta, presentò alla regina di
Napoli, figlia del re Augusto di Polonia, le chiavi di Sermoneta sopra un
bacile d'argento (vol. II, pag. 148), mentre essa passava per recarsi a Napoli.
Diremo infine da un passo del volume II (pag. 200), risulterebbe avere il
nostro autore tentata persino la pittura religiosa per restaurare un quadro
d'una chiesa in Sermoneta.
Altro non mi rimane a aggiungere se non porgere i miei ringraziamenti al
diligente signore R. Sciaky, il quale ha curato tutta la parte più tediosa del
lavoro di edizione ; egli ha copiato tutto il manoscritto e ne ha riveduto le
bozze con cura esemplare. Anche l'indice è opera sua.
Non ho aggiunto note esplicative al testo, perché, nella imminente
pubblicazione del Regesto completo delle pergamene e dei documenti
dell'archivio Caetani i nomi di luoghi attorno a Sermoneta, Ninfa e Cisterna
saranno ampiamente chiariti e illustrati.
A mio fratello Gelasio, ingegnere, son debitore della bella pianta di Sermoneta.
Leone Castani
Roma, febbraio 1909

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