Titolo: Storia del giardino europeo
Autore: Mariella Zoppi
Editore: Alinea Editrice s.r.l.
Lingua: Italiano e Inglese
Formato: 23x28 cm
Illustrazioni: a colori
Pagine: 288
Anno: novembre 2009
Codice ISBN: 978-88-6055-437-6
Prezzo di copertina: 40,00 Euro
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Come tutte le storie del giardino anche questa inizia dalle civiltà più antiche
e dedica molta attenzione alla Roma dell'Impero.
Questo percorso, consueto, non ha nulla di rituale o di scontato, ma è dettato
dalla necessità di dare testimonianza di quelle che furono le origini del
giardino occidentale, che non solo non sono andate perdute nei lunghi e molti
secoli che si sono succeduti, ma che, anzi, hanno costituito una continua fonte
di ispirazione per le civiltà che si sono avvicendate all'interno del bacino
del Mediterraneo.
Il Mediterraneo, per un periodo estremamente lungo che va dal 2000 a.C. fino a
tutto il XIV secolo, è lo scenario quasi esclusivo della cultura occidentale.
Popoli diversi acquistano egemonia economica e politica, impongono leggi,
comportamenti, forme artistiche, che si fondono con ambienti e usi preesistenti
e si allargano nei paesi del Nord d'Europa e dell'Africa.
Attraverso il Mediterraneo filtrano le idee dell'Oriente, della sua scienza,
della sua religione e delle sue forme artistiche. Alle rive del Mediterraneo
calano i popoli nomadi del Nord. Culture ed usi si confrontano per molti secoli
in un ambito relativamente ristretto.
È ai bordi del Mediterraneo che si formano e si confrontano le due idee
fondamentali dell'arte del giardino: quella formale e quella informale.
Il giardino come idealizzazione di un mondo perfetto ed immutabile, ed il
giardino come mimesi della natura. Il giardino come rivissuto romantico di una
naturalezza estetica benedetta dagli dei è donata agli uomini, ed il giardino
come perfezione simbolica e rappresentazione del creato. Due concezioni che
non sono mai separate o contrapposte, ma che si integrano, lasciando prevalere
ora l'una ora l'altra: così in Egitto il rigore geometrico sembra prevalere
nell'organizzazione degli spazi, mentre in Mesopotamia la natura diventa
paradiso, incanto, meraviglia ma conserva un impianto ordinato ed armonioso;
così in Grecia il giardino non è altro che il sogno della trasposizione terrena
dell'età dell'oro, dove frutti e fiori crescono spontaneamente e non ci sono
stagioni, mentre a Roma le forme accuratamente studiate e definite dai topiarii
organizzano gli spazi aperti, privati e pubblici secondo schemi che ancora oggi
permangono. Non è solo il giardino, spazio definito e recinto, che muta a
seconda dei popoli che lo vivono e lo costituiscono, ma è il paesaggio stesso
che lo comprende che è oggetto di continue trasformazioni e cambiamenti.
Ambienti che oggi ci appaiono familiari - come le piante del Ravennate o i
fianchi terrazzati ad agrumi della Costiera Amalfitana o i mandorli della valle
di Agrigento - hanno una loro data di nascita, mentre in tutto il Mediterraneo
vite ed olivo convivono con peschi e melograni solo dal IX secolo in poi, ed in
modo analogo fichi e cipressi hanno imparato felicemente a coesistere con
piante di agrumi. Prima della conquista araba il paesaggio dell'Italia
meridionale e della Sicilia in particolare era ancora quello del I secolo d.
C., caratterizzato da una varietà di piante e di paesaggi assai ridotta in
tutta la penisola. Com'è noto i fiori e gli alberi usati dai Romani fanno
riferimento a poche specie e solo in qualche raffinata pittura pompeiana
possiamo vedere come elemento decorativo eccezionale un albero di limoni che
spunta da un tripudio di piante di alloro e di rose. La rosa ha dominato i
secoli, percorso le civiltà; recisa, intrecciata in ghirlande, posta in vasi:
rigoglioso e vitale ornamento di giardini mistici o profani. Rosa bianca dei Tudor,
complemento indispensabile di ogni ritratto di Elisabetta I d'Inghilterra, rosa
mistica simbolo della purezza della Vergine o rosa d'amore incarnazione della
giovinezza, della cavalleria e dell'amor cortese nel Roman de la Rose.
E nel tempo, alla rosa si sono aggiunte varietà incredibili di fiori. Dal vicino
Oriente prima sono arrivati in Europa garofani e tulipani, poi da terre sempre
più lontane, narcisi, fiori della passione, convolvoli, e ancora agavi, fucsie
ed una varietà incredibile di nuove specie con una gamma infinita di colori,
che hanno invaso gioiosamente tutti i giardini.
Muta il gusto, il sentimento, il senso estetico e la forma del giardino. Si
passa dal chiostro, racchiuso, profumato, oasi di pace e di tranquillità,
lontano dalle miserie del mondo, all'esaltazione della ragione e della capacità
dell'uomo, interprete e misura di tutte le cose e successivamente alla
grandiosità scenografica e celebrativa del potere dell'uomo - re, che consacra
il suo trionfo e la sua glorificazione; quell'uomo diventa il sole, motore
unico di tutte le cose, colui che fa vivere la natura intorno a lui, sovrano
per volere divino che celebra se stesso attraverso i fasti del suo giardino.
Nuovi valori si affermano, la rivoluzione industriale e la rivoluzione francese
pongono le basi di una diversa organizzazione sociale e di un rinnovato senso
estetico.
La Natura, madre di tutte le cose, permea l'idea del progetto del giardino e,
gradualmente, invade la città.
Albero, erba e fiore: fragili e mutevoli elementi che compongono il giardino e
che diventano presenze simboliche che percorrono i secoli e pervadono le
civiltà, testimoni dei sentimenti e delle aspirazioni degli uomini, sogni
incantati intrisi d'arte e di poesia. E la storia dei giardini si identifica
con la storia delle idee, del modo di vivere insieme, delle forme di governo,
del gusto e della capacità organizzativa delle diverse società. E la storia del
giardino è storia di immagini, di sogni e di memorie: è, in fondo,
semplicemente la storia degli uomini.
CONTENUTO:
Premessa;
1. MARE NOSTRUM
- L'Antico Egitto
- La Mesopotamia
- La Persia -La Grecia
- Roma repubblicana
- La Roma dell'Impero
- Note;
2. IL MEDIOEVO
- Dalla dissoluzione dell'Impero Romano all'anno Mille
- Gli Arabi nel Mediterraneo
- Dopo il Mille
- Note;
3. IL GIARDINO ALL'ITALIANA
- Umanesimo e Rinascimento
- Il Cinquecento
- Firenze nella seconda metà del Cinquecento
- Esuberanza romana
- Arte e botanica
- Il giardino rinascimentale in Europa
- Note;
4. IL GRAND SIÈCLE
- La nascita del barocco
- Il manierismo in Europa
- La democratica Olanda e l'Inghilterra
- Note;
5. IL ROCOCÒ E LA MODA DEL GIARDINO INGLESE
- Dal barocco al rococò
- Il paesaggismo inglese
- I parchi pubblici;
6. LA NASCITA DEL VERDE PUBBLICO
- L'ecclettismo
- Il parco per la gente
- Oltre oceano - Note;
7. IL GIARDINO CONTEMPORANEO
- Sulle rive del Mediterraneo
- Il giardino latino
- Il parco e la città
- Note;
Bibliografia
- Indice dei nomi
- Indice delle località
- Referenze fotografiche
AUTORE
Mariella Zoppi, architetto e paesaggista, è professore ordinario di Urbanistica
alla Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze, di cui è stata Preside
dal 1990 al 1994. Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Architettura del
Paesaggio, ha fondato, sempre a Firenze, la Scuola di specializzazione post
laurea in Progettazione dei giardini e Architettura del paesaggio nel 1997 ed
il Dottorato in Progettazione del paesaggio. Ha tenuto la cattedra di Cultura
Italiana all'Università di Berkeley California nel 1986 con un corso
monografico sui Giardini storici italiani. Ha pubblicato monografie e saggi
sulle vicende urbanistiche fiorentine e sui temi del verde. Tra le numerose
pubblicazioni si ricordano i tre volumi di Progettare con il Verde (Firenze
1989-1992, r. 2006) che hanno avuto il premio della Presidenza del Consiglio
dei Ministri nel 1992, Storia del giardino in Europa (Bari 1995), I giardini
degli inglesi (Firenze 2004), le Guide ai cortili di Firenze ed ai giardini di
Firenze e di Fiesole, ed il recente Beni culturali e comunità locali (Milano
2007). Ha contribuito alla redazione di piani urbanistici fra i quali Firenze,
Reggio Emilia, Perugia, Montevarchi, ha redatto e realizzato progetti di parchi
e giardini in Italia e all'estero, dei quali si cita il parco del bacino
remiero a Castedefels in occasione delle Olimpiadi di Barcellona del 1992.
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