Titolo: Biogas da agrozootecnia e agroindustria
A cura di: Renato Vismara, Roberto Canziani, Francesca Malpei, Sergio Piccinini
Editore: Dario Flaccovio Editore s.r.l.
Pagine: 436
Formato: 17x24 cm
Anno: aprile 2011
Codice ISBN: 9788857900209
Prezzo (di copertina): 45,00 Euro
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Il biogas, ottenuto dalle cosiddette biomasse, è una fonte energetica alternativa, alla pari di fotovoltaico, eolico e geotermia.
Da molti anni ormai vengono sviluppati sistemi di produzione di energia
elettrica basati sullo sfruttamento di energie rinnovabili. Il biogas, ottenuto
dalle cosiddette biomasse, è una di queste fonti energetiche alternative, alla
pari di fotovoltaico, eolico e geotermia.
La digestione anaerobica è un processo biologico complesso, per mezzo del
quale, in assenza di ossigeno, la sostanza organica viene trasformata in biogas
(o gas biologico), costituito principalmente da metano e anidride carbonica. La
percentuale di metano nel biogas varia da un minimo del 50% fino all'80% circa,
a seconda del tipo di sostanza organica digerita e delle condizioni di
processo. Grazie alle nuove normative in materia di autoproduzione, al
riconoscimento del valore ambientale dell'energia elettrica da fonti
rinnovabili e ad una tecnologia ormai collaudata, è oggi possibile produrre
biogas per la cogenerazione di calore ed elettricità a condizioni vantaggiose.
Il Centro di Ricerca Ambiente e Materiali dell'ENEL ha condotto, nei primi anni
Novanta, in collaborazione con il Centro Ricerche Produzioni Animali di Reggio
Emilia, un'indagine a vasto raggio sulle potenzialità del biogas producibile a
partire dai liquami zootecnici. Dall'indagine è emerso che la cogenerazione di
energia elettrica e calore mediante biogas può dar luogo a evidenti vantaggi,
sia in campo energetico, sia in quello ambientale. La cogenerazione può
inserirsi convenientemente nell'impiantistica dell'allevamento, in particolare
nel caso in cui debbano essere realizzate apposite opere per assolvere i sempre
più pressanti vincoli normativi in materia di smaltimento dei liquami. La finalità
è quella di promuovere il biogas come fonte rinnovabile, evidenziandone gli
elementi normativi e tecnologici, permettendo la visione di un quadro
realistico e utile del suo uso nell'ambito della moderna pratica zootecnica e
non solo, come dimostra l'impiego dei biocombustibili.
Grazie a numerosi incentivi, in Italia si sono moltiplicate le iniziative per
la realizzazione di impianti di digestione anaerobica che utilizzano scarti
agrozootecnici e colture dedicate. A marzo 2010, un censimento effettuato dal
CRPA contava 273 impianti, di cui circa 200 operativi e molti altri in
costruzione, oltre ad altri 46 alimentati da FORSU e reflui dell'agroindustria.
I MWe installati sono passati per gli impianti agrozootecnici da 49 a 140 in
soli 3 anni (vanno aggiunti i quasi 300 MWe da rifiuti urbani) e si prevede che
il settore possa arrivare a breve a 1200 MWe. Nel cremonese, nel 2010, le
richieste di autorizzazione inoltrate sono state oltre 60, per un totale
prossimo a 60 MWe. In base allo sviluppo di questi pochi anni e al potenziale
esistente di scarti organici agrozootecnici, agroindustriali e civili e di
terreni teoricamente disponibili per colture dedicate, non è velleitario
ipotizzare il doppio della potenza elettrica prevista dal piano di azione
nazionale.
La dimensione del fenomeno e il potenziale di crescita in Italia hanno spinto i
curatori a promuovere questa pubblicazione. Un'opera unica nel suo genere, che
offre a tecnici, operatori e agricoltori interessati, una sintesi organica
degli aspetti non solo tecnici ma anche normativi, economici e ambientali, che
devono essere considerati già dal momento della pianificazione di una
iniziativa di produzione di biogas come fonte di energia rinnovabile.
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