Titolo: Vero e falso nelle opere d'arte e nei materiali storici: il ruolo dell'archeometria. Roma 8 novembre 2006
Autori: AA. VV.
Editore: Accademia Nazionale dei Lincei - Distribuito da Bardi Editore
Pagine: 197
Illustrazioni: in b/n
Formato: in 8°
Anno: 2008
Codice ISBN: 978-88-218-0992-7
Prezzo (di copertina): 35,00 Euro
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INDICE
M. Brunori - Parole di apertura
C. D'Amico - Introduzione.
C. D'Amico - Archeometria: uno degli approcci per la verifica di autenticità o
falsificazione. Una breve introduzione alla tematica
M. Martini - Il problema della distinzione vero-falso nei materiali storico-artistici
e il contributo delle scienze. Un sommario
U. Zottin - Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e l'attività di
contrasto alla falsificazione di opere d'arte.
A. Giumlia-Mair - Reperti archeologici in metallo: falsificazioni, alterazioni
e imitazioni
M. Piacentini - Vero-falso nei materiali ceramici
L. Lazzarini - Vero-falso nei manufatti in marmi e pietre decorative.
E. M. Castellucci - Vero-falso nelle opere pittoriche: il ruolo dell'Archeometria
P. Bensi - Il crogiuolo del chimico e l'occhio del conoscitore. L'autentificazione
delle opere d'arte: collaborazione e divergenze tra scienziati e storici nel
XIX e XX secolo
S. Rinaldi - L'antica collaborazione tra scienziati e critici d'arte e problemi
di identificazione dei materiali. I falsi Botticelli di U. Giunti
R. Cesareo, A. Brunetti, S. Ridolfi, M. Marabelli - L'analisi di fluorescenza X
nell'identificazione di falsi
Introduzione:
Claudio D'Amico
Questa raccolta di contributi specialistici sul tema del Vero e Falso nelle
Opere d'Arte e nei Materiali Storici: il ruolo dell'Archeometria nasce da una
Giornata di Studio che il Centro Linceo Interdisciplinare Beniamino Segre
dell'Accademia Nazionale dei Lincei e l'A.I.Ar., Associazione Italiana di Archeometria
hanno collaborativamente organizzato l'8 novembre 2006 presso l'Accademia. La
Giornata di Studio è stata ideata dall'A.I.Ar. e ha trovato pronta risposta e
sostegno nel Centro Linceo Interdisciplinare ed in particolare nel suo
direttore prof. Brunori.
Il lavoro dell'una e la fiducia dell'altro hanno trovato premio nel notevole
successo di presenze di studiosi e operatori, che quel giorno si radunarono
nella Sala della Classe di Scienze dell'Accademia, che non riuscì a contenerli
tutti, tanto da dovere estendere le presenze al convegno per via telematica
nell'adiacente Sala della Classe di Scienze Umane. Non si riporta qui il
programma svolto, perché i contributi stampati in questo volume ripropongono
l'esatta successione degli interventi, seguiti con grande interesse e
partecipazione dal competente pubblico presente. Solo uno degli interventi non
può essere qui presentato in questo volume, quello introduttivo del Dr.
Granelli, del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Alla fine degli
interventi programmati, in forma di relazioni ad invito e di brevi interventi
come si susseguono negli articoli di questo volume, si è svolta una ricca
discussione che ha confermato e arricchito il successo della giornata, con
testimonianze di esplicito gradimento che forse suggeriranno una ripresa ed una
estensione delle tematiche in un futuro convegno. Si era pensato, ma non è
stato possibile farlo in maniera organica, di riportare almeno parte di questa
discussione, che ha visto interventi assai interessanti.
Il Comitato Ordinatore era composto da Mauro Bacci, Claudio D'Amico, Alessandra
Giumlia-Mair, Marco Martini, Mario Piacentini, Cristina Sabbioni. Le
motivazioni della giornata di studio erano state riassunte in alcune righe
della presentazione, che con lo stesso scopo possono essere qui riprodotte con
minime variazioni: La falsificazione di oggetti archeologici e storico-artistici
è molto diffusa e va dalla produzione di falsi di mediocre qualità ai falsi
prodotti da specialisti. Sono infatti noti casi di opere a lungo ritenute
autentiche, esposte nei più importanti musei, che sono state identificate come
falsi di varia età in tempi successivi e solo attraverso analisi archeometriche.
Attualmente beni autentici di provenienza furtiva e falsi sono spesso unificati
fra loro nel mercato clandestino ed approdano in importanti collezioni
pubbliche e private di tutto il mondo. Analisi archeometriche volte a scoprire
i falsi sono ancora raramente usate e spesso gli analisti sono privi di
un'esperienza specificamente archeometrica che è di vitale importanza in questo
campo. La Giornata di studio ha avuto lo scopo, ripreso dal presente volume, di
illustrare e discutere questo problema attraverso esempi di indagini condotte
su falsi antichi e moderni, con l'intento di poter anche giungere a produrre un
protocollo di metodi affidabili e collaudati, applicabili al bisogno su
materiali di dubbia autenticità. Si vuole qui ringraziare l'Accademia dei Lincei
e in particolare il Centro Linceo Interdisciplinare «Beniamino Segre» nella
persona del direttore prof. Brunori e della Segretaria sig.ra. Anastasi; il
Comitato scientifico ordinatore e tutti i colleghi che hanno presentato
relazioni o interventi; i rappresentanti delle istituzioni ed in particolare il
Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale che con grande sensibilità sono
venuti a collaborare.
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