Titani Preziosi: tra tecnologia e ornamento
Triennale di Milano
Dal 18 giugno all'1 agosto 2010
“Titani Preziosi: tra tecnologia e ornamento” indaga le potenzialità espressive
del titanio, metallo solitamente destinato all'ambito industriale e qui
interpretato per la prima volta anche in chiave ornamentale. Il risultato? 33
gioielli, i quadri di Pietro Pedeferri e oggetti di uso comune quali protesi
medicali, mazze da golf, cappe da cucina, facciate architettoniche che
dimostrano la versatilità del titanio e delle sue applicazioni tra tecnologia e
ornamento.
- La mostra “Titani Preziosi: tra tecnologia e ornamento” rientra nel progetto
“Gioie e colori” (www.gioieecolori.com)
finanziato dalla Regione Lombardia (Bando Metadistretti 2008 - Design).
L'obiettivo dell'iniziativa è creare la filiera per la produzione di gioielli
in titanio. Questo progetto è stato portato avanti dal Politecnico di Milano
(Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica "Giulio
Natta" e Dipartimento di Industrial Design, Arti, Comunicazione e Moda -
INDACO) con la consulenza della Fondazione Politecnico di Milano e dalle
aziende: Titalia Srl (capofila del progetto), Bama Srl, Eurometal Srl,
Labodesign Srl, Nanosurfaces, Taigher Sas e Vacuum Surtec Srl.
“Da quando il reverendo William Gregor lo scoprì accidentalmente su una
spiaggia della Cornovaglia nel 1791 il titanio non ha mai riscosso grande
successo nel mondo dei gioielli - afferma la curatrice Alba Cappellieri,
professore di design del gioiello al Politecnico di Milano -. In Italia i primi
gioielli in titanio risalgono agli anni Settanta quando l'incontro tra Pietro
Pedeferri, che sperimentava la colorazione elettrochimica del titanio, e
l'orafo James Riviere, nel 1972, determinò un nuovo corso per il gioiello in
titanio. Ma esclusi pochi audaci pionieri il gioiello di titanio ha poi
suscitato scarsa curiosità tra i designer orafi. Da qui la scelta di far
realizzare un gioiello in titanio a trentuno progettisti orafi italiani
costringendoli a confrontarsi con questo materiale e con le sue tecnologie:
maestri e giovani designer, cui si sono poi aggiunti due studenti del corso di
perfezionamento di design del gioiello del Politecnico”.
Siamo riusciti a mettere a disposizione dei progettisti orafi un materiale, il
titanio e delle tecnologie di formatura e finitura provenienti da altri ambiti -
tra cui Direct Manufacturing, Metal Injection Molding, elettrolucidatura
“dolce”, ossidazione anodica e Anodic Spark Deposition - fino ad ora raramente
sfruttate nel settore orafo ” commenta Barbara Del Curto, ricercatrice della
Facoltà del Design del Politecnico di Milano, che ha seguito gli aspetti
tecnologici.
La mostra e il catalogo
“Titani preziosi” è divisa in tre sezioni. La prima sezione “Gioielli”
presenta 33 gioielli realizzati da: Alessia Ansaldi, Patrizia Bonati,
Massimiliano Bonoli, Fabio Cammarata, Monica Castiglioni, Giovanna Cutolo,
Gabriele De Vecchi, Michela Fornasari, Emma Francesconi, MariaRosa Franzin,
Manuela Gandini, Alba Polenghi Lisca, Stefania Lucchetta, Stefano Marchetti con
Roberto Zanon, Valeria Masconale con Caterina Passaro, Giancarlo Montebello,
Michela Nosè, Barbara Paganin, Karl Heinz Reister, Carla Riccoboni, Ivana
Riggi, James Riviere, Maurizio Stagni, Natsuko Toyofuku, Rossella Tornquist,
Fabrizio Tridenti, Barbara Uderzo con Augusto Gentile, Viola Vecchi, Giorgio
Vigna, Michele Zanin e gli studenti del corso di perfezionamento in design del
gioiello del Politecnico di Milano Stefano Pellicioli e Serena Savi.
La seconda sezione “Arte” è dedicata alle sperimentazioni di Pietro Pedeferri
e raccoglie una serie di quadri in cui il titanio è colorato attraverso
l'ossidazione per via elettrochimica.
Nella terza parte “Proprietà funzionali” vengono presentati oggetti che
esprimono le proprietà del titanio come:
- la fotocatalisi - ossia la capacità dell'ossido di titanio, qualora
illuminato da raggi UV, di degradare gli inquinanti atmosferici favorendo la
depurazione degli ambienti - è rappresentata da una cappa a ricircolo in grado
di eliminare odori e inquinanti prodotti dalla cottura dei cibi;
- la flessibilità del titanio è rappresentata da bastoni da golf, che per
essere maggiormente performanti sono realizzati con il componente che colpisce
la pallina in titanio e l'asta in fibra di carbonio;
- la biocompatibilità, ossia la capacità di questo metallo di essere impiantato
nel corpo umano senza determinare reazioni negative nei tessuti biologici. Si
realizzano in titanio e leghe di titanio componenti biomedicali impiantabili.
Informazioni utili:
Mostra “Titani preziosi”
Curatore: Alba Cappellieri
Coordinatore scientifico: Barbara Del Curto
Comitato Scientifico: Alberto Cigada, Barbara Del Curto, MariaPia Pedeferri
Progetto allestimento: Labodesign
Catalogo: Electa in italiano e inglese
Testi di: Silvana Annicchiarico, Alba Cappellieri, Alberto Cigada, Barbara Del
Curto, MariaPia Pedeferri, Labodesign
Triennale di Milano, Viale Alemagna, 6 (apertura da martedì a domenica, dalle
ore 10.30 alle ore 20.30; giovedì e venerdì dalle ore 10.30 alle 23.00)
dal 17 giugno all'1 agosto 2010